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MONTEBORE

Si racconta che l'invenzione del formaggio Montébore si debba ai monaci dell’abbazia benedettina di Santa Maria di Vendersi, sul Giarolo tra le valli Curone e Borbera in provincia di Alessandria. Fra il IX e l’XI secolo questi monaci inventarono il formaggio Montebore uno dei prodotti tipici del Piemonte.

Sembra che nel 1489 fu l'unico formaggio servito al banchetto nuziale di Isabella d'Aragona e Gian Galeazzo Sforza.


Il nome deriva da Montebore, frazione del comune di Dernice.

La produzione del formaggio Montebore venne abbandonata dopo la seconda guerra mondiale ma la tradizione fu recuperata da Maurizio Fava che, nel 1997, rintracciò una signora, ultima depositaria dell'antica tecnica di lavorazione casearia tradizionale. Attualmente il Montebore è diventato un Presidio Slow Food.

Originariamente veniva prodotto esclusivamente con latte di capra, oggi invece si utilizza latte misto 3/4 vaccino e 1/4 ovino, ma rigorosamente crudo. Le formelle rotonde vengono sovrapposte una sull'altra a formare una specie di torre la cui forma caratteristica ricorda il castello diroccato della frazione di Montébore.
La pasta è leggermente occhiata di colore bianco con crosta ruvida di colore giallo paglierino.

Può essere consumato fresco (9/10 giorni) o dopo una stagionatura media della durata da 30 giorni a 120 circa o da grattugia.


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